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PORTA A PORTA RAI1: GASSANI “IL 40% DEI TRADIMENTI AVVIENE PER COLPA DEI SOCIAL”
Nella puntata di ieri sera di Porta a Posta ( 20 ottobre 2021), è stato ospite il Presidente A.M.I. Gian Ettore Gassani, si è parlato durante la trasmissione anche dei tradimenti, in particolar modo di quelli dei Vip, durante la sua carriera il professionista ha seguito migliaia di cause di divorzio, hai microfoni del talk show ha voluto sottolineare che con l’avvento dei social sono cambiate alcune dinamiche dei tradimenti Analizzando il fenomeno delle piattaforme social e di messaggistica istantanea come whatsapp, stanno emergendo sempre di più come casistica e motivo nelle cause di separazione tra le coppie, alla domanda del giornalista: Bruno Vespa su quanto poteva incidere come fenomenologia, Gassani ha risposto senza mezzi termini:” I social network sono la causa del 40% delle separazione” facendo riferimento anche alle ultime sentenze dei tribunali che stanno facendo giurisprudenza. Un linguaggio diretto e televisivo, quello di Gassani che ha fatto un focus, su come stanno cambiando le separazioni, la legislazione e soprattutto la giurisprudenza, un tema molto dibattuto in questi giorni, dopo la vicenda che ha visto loro malgrado, al centro sui massimi giornali di gossip, l’allenatore Massimiliano Allegri e la conduttrice e attrice Ambra Angiolini, con la loro storia dei presunti tradimenti di lui. Una vicenda ricca di capitoli che giorno dopo giorno, si sta arricchendo di nuovi particolari, in ultimo la richiesta di Allegri alla Angiolini del pagamento dell’affitto della casa di Milano (loro nido d’amore) che sta occupando con sua figlia, di proprietà di Allegri, notizia riportata sul quotidiano, “la Gazzetta.it” di oggi e ieri sul settimanale “Chi?” Redazione
Novità dall'AMI Nazionale
Nel Meridione coppie più litigiose, il 40% dei divorzi non è consensuale.
Niente divorzio fai da te, a Napoli ci si rivolge all’avvocato. È quanto emerge dal sedicesimo congresso nazionale dell’Ami, l’associazione degli Avvocati matrimonialisti italiani, che si è svolto il 23 e 24 ottobre scorsi all’Hotel Royal Continental di Napoli, organizzato dalla vicepresidente Valentina de Giovanni. Secondo i dati Istat relativi al 2024, in Italia circa tre separazioni su quattro e il 72,6% dei divorzi si sono conclusi consensualmente. Il restante 27,4% dei divorzi ha seguito un percorso contenzioso, una modalità più diffusa nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 36,8%. In Campania la negoziazione assistita dagli avvocati rappresenta il 14,8% dei divorzi, una delle percentuali più elevate d’Italia, seconda soltanto al Lazio. A Napoli la quota si attesterebbe intorno al 12%. Secondo i dati riferiti all’anno giudiziario 2023-2024 della Corte d’Appello di Napoli, il Tribunale del capoluogo registra tra le 3.200 e le 3.500 nuove iscrizioni annue di procedimenti per crisi familiari, mentre quello di Napoli Nord, competente sull’area aversana e sull’hinterland settentrionale, ne conta tra le 2.100 e le 2.400. Nel distretto napoletano il 71,4% delle separazioni e il 70,1% dei divorzi avviene consensualmente. La quota restante segue la via contenziosa, spesso per controversie legate all’assegnazione della casa familiare e alla determinazione degli assegni di mantenimento. Tra le tendenze emerse dal congresso Ami figura anche il fenomeno del silver divorce, la rottura del matrimonio in età matura o avanzata. . L’età media alla separazione supererebbe ormai i 50 anni per gli uomini, attestandosi intorno ai 47 per le donne. «Devianza giovanile, dispersione scolastica, violenza di coppia sono all’ordine del giorno e impattano sull’amministrazione di una comunità di un milione di abitanti. Tanti fenomeni che fatichiamo a interpretare derivano da dinamiche familiari. Non è più un tema giuridico da affrontare dentro i tribunali, ma da affrontare nella società», ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi nell’intervenire alla giornata inaugurale. «La famiglia è lo specchio della società e oggi questo pilastro avverte crepe — ha detto il prefetto Michele di Bari —. Quando registriamo l’abbassamento dell’età di ciò che accade nelle piazze, con dodicenni e tredicenni protagonisti, il ruolo degli avvocati cambia pelle. Servizio, etica e responsabilità devono essere i pilastri della loro azione quotidiana». Infine il presidente nazionale dell’Ami Gian Ettore Gassani ha ricordato che «oggi parliamo di famiglie più che di famiglia, di relazioni familiari con tutte le questioni aperte sul piano culturale e giuridico. Siamo stati i primi a scendere in piazza per le unioni civili, e ne abbiamo passate di tutti i colori. Poi ci siamo permessi di andare anche alla Corte costituzionale per discutere del fine vita. Purtroppo in Europa siamo fanalino di coda. Abbiamo introdotto il divorzio con 150 anni di ritardo rispetto alla Francia e siamo stati gli ultimi ad aver istituito l’affidamento condiviso con la legge 54 del 2006, ad aver riconosciuto le unioni civili. Il nostro è un Paese difficilissimo ma noi dell’Ami siamo l’associazione dei diritti delle persone, non soltanto del diritto di famiglia». Assieme a oltre 300 professionisti tra avvocati, magistrati, docenti universitari, psicologi e assistenti sociali, al congresso hanno partecipato anche lo scrittore Maurizio de Giovanni, la scienziata Annamaria Colao e il subcommissario di Bagnoli Dino Falconio. Nel corso dell’iniziativa è stata presentata la Scuola biennale di alta formazione in Diritto delle Relazioni familiari, in convenzione anche con l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sedi in diverse città e iscrizioni entro il 15 gennaio 2027.
L’avvocata de Giovanni: «Oggi figli opportunisti. Nel 30% delle separazioni vogliono stare col papà»
«Siamo di fronte a un cambiamento epocale nella famiglia, e l’ago della bilancia lo fanno i figli, che scelgono sempre più frequentemente di stare con i padri». Secondo l’avvocata Valentina de Giovanni, vicepresidente nazionale dell’Ami, di cui è anche presidente del distretto di Napoli), in una coppia su tre che divorzia a Napoli i minori decidono di essere affidati al padre. Del loro peso nella coppia che si separa si è discusso nel sedicesimo congresso nazionale dell’Ami, al Royal Continental, sul tema “Familia: il grande cambiamento. Giustizia e società”. Avvocata, sono i minori che decidono? «Stiamo assistendo a un fenomeno mai visto finora: nel 30% circa dei casi più agguerriti e difficili, i minori scelgono di stare con il padre anziché con la madre. La famiglia non è più la stessa, e i ragazzi sono molto più autonomi e allo stesso tempo sono anche più consapevoli di quello che vogliono e decidono gli equilibri familiari. Vengono chiamati a indicare con quale genitore stare nella fase “patologica” del matrimonio e a volte scelgono secondo criteri di convenienza e di opportunismo». Quali sono i criteri della scelta? «Molto spesso quando crolla la coppia genitoriale, i minori scelgono quello che è più adatto, gradevole, più favorevole per la loro personale evoluzione. Che magari è legato alle condizioni economiche del padre, alla casa, all’idea di avere più libertà ma anche a un diverso posizionamento della donna nella società, che oggi lavora, è più autonoma e indipendente e talvolta, per questo motivo, è più distante dall’attenzione che un tempo veniva dedicata alla famiglia». Le violenze sempre più imputabili ai giovani sono collegabili a questo diverso assetto degli affidamenti? «In maniera diretta no, perché si tratta di un fenomeno molto più complesso che va guardato anche rispetto a fattori sociali connessi alla geopolitica. Credo che le tristi notizie di cronaca che vedono giovanissimi autori di azioni incomprensibili per il nostro “antico” sistema sociale, in qualche modo corrispondano al fenomeno più generale della disgregazione della famiglia. Si tratta di una perdita di valori più estesa, che riguarda la società a tutti i livelli, dove i ragazzi hanno sempre più difficoltà ad avere punti di riferimento solidi e autorevoli che in qualche modo possano fare da traino verso modelli di comportamento positivi». Si parla anche di cambiare la legge per punire direttamente i genitori. «Per quanto riguarda la punibilità, le norme in effetti ci sono, basta applicarle. Posso dire che nel mio settore vi è un costante sforzo della giurisprudenza orientato all’adattamento della norma al diritto vivente». Al congresso è intervenuto anche lo scrittore Maurizio de Giovanni, suo fratello maggiore. Che tipo di famiglia è la vostra? «Molto equilibrata, con una madre centrale e sempre presente nella nostra vita, anche se lavorava. Dopo la morte improvvisa di nostro padre, ha portato avanti la famiglia con grande determinazione e ci ha molto uniti, con Maurizio e con l’altro fratello, Fabrizio. Siamo un tipo di famiglia tradizionale, di quelle che purtroppo oggi scarseggiano, grazie alla presenza di nostra madre e a un’educazione basata sull’amore, sul rispetto reciproco, sulla dedizione l’uno all’altro. Maurizio poi è stato anche un padre separato che ha avuto in affidamento i due figli quando erano piccoli: si è dedicato tanto a loro, e i risultati si vedono».
Figlio maggiorenne: l’onere della prova del mantenimento grava sul figlio. Un’interessante sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la n. 2966/2026.
Tribunale-S.M.Capua.Vetere-civile-sentenza2966-2026
Diritto di famiglia, Napoli capitale: decisivo il ruolo dell’Associazione avvocati matrimonialisti (dal Mattino di Napoli)
Si è chiuso all’Hotel Royal Continental il XVI Congresso Nazionale Ami (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la tutela delle Persone, dei Minorenni e della Famiglia) dal titolo “Famiglia: il grande cambiamento. Giustizia e società”. Una due giorni (che si è tenuta tra il 23 e il 24 ottobre), organizzata da Valentina De Giovanni, che ha trasformato Napoli nella capitale del diritto di famiglia. Un evento pienamente riuscito, nonostante la giornata turbolenta vissuta dalla città per l’emergenza carburanti, grazie alla partecipazione di oltre trecento professionisti tra avvocati, magistrati, docenti universitari, psicologi e assistenti sociali. Diversi i temi al centro del confronto istituzionale che si è aperto con i saluti di Francesco Greco, Gabriella Maria Casella, Michele di Bari, Gaetano Manfredi e dal presidente dell’AMI, l’avvocato Gian Ettore Gassani. Al centro del Congresso gli ultimi dati ISTAT (relativi al 2024), secondo cui in Italia si sono registrate 75.014 separazioni, in calo del 9% rispetto alle 82.392 del 2023, e 77.364 divorzi, in flessione del 3,1% rispetto ai 79.875 del 2023. Rispetto al picco storico del 2016, anno del boom del divorzio breve con 99.071 divorzi, il calo è del 21,9%. Il tasso di divorzio è di 1,3 per 1.000 abitanti, inferiore alla media UE di 1,6. Nel 2024 sono stati celebrati 173.272 matrimoni, in calo del 5,9%, con una prevalenza del rito civile pari al 61,3%. Il dato più significativo riguarda la gestione della crisi: circa 3 separazioni su 4 e il 72,6% dei divorzi si concludono in modo consensuale, ma il 45% dei divorzi resta di tipo giudiziale, con tempi medi compresi tra i 12 e i 36 mesi. Cresce la via extragiudiziale: il 18,8% delle separazioni e il 24,5% dei divorzi vengono definiti con accordo diretto in Comune davanti all’Ufficiale di Stato Civile e tramite negoziazione assistita dagli avvocati. Per la negoziazione assistita il Lazio guida la classifica nazionale con il 22,8%, seguito da Campania e Sicilia. Si conferma il fenomeno del silver divorce: l’età media alla separazione è di oltre 50 anni per gli uomini e 47 per le donne, al divorzio di 52 anni per lui e 49 per lei, con un incremento di circa 9 anni rispetto a inizio anni Duemila. Le rotture tra over 65 sono quasi triplicate. Sul piano territoriale, i tassi più elevati si registrano in Liguria e Sicilia con 1,5 per mille, il più basso a Bolzano con 1,0 per mille, mentre la via giudiziale resta più diffusa nel Mezzogiorno con il 36,8% e punte oltre il 43% in Calabria. Ma non solo numeri. Diversi gli spunti emersi dal dibattito, anche grazie all’intervento di esponenti delle istituzioni e del mondo giuridico. Ha spiegato il sindaco Gaetano Manfredi: “Il tema della famiglia significa tanto in questa fase storica. Stiamo attraversando un periodo di grande trasformazione della società, del modello economico e delle relazioni interpersonali, con i nuovi media che incidono soprattutto sui minori. Devianza giovanile, dispersione scolastica, violenza di coppia sono all’ordine del giorno e impattano sull’amministrazione di una comunità di un milione di abitanti. Tanti fenomeni che fatichiamo a interpretare derivano da dinamiche familiari. Dobbiamo togliere questi temi dall’agone politico, avere capacità di comprensione e tempestività. Al centro deve esserci sempre la tutela della persona, soprattutto quella fragile. Non è più un tema giuridico da affrontare dentro i tribunali, ma da affrontare nella società”. Sulle traiettorie giuridiche legate al mondo della famiglia, non poteva mancare la voce del prefetto di Napoli Michele di Bari: “Il titolo che avete scelto è significativo: Avvocati matrimonialisti per la tutela delle persone, non del matrimonio. La persona inizia ad avere una sua soggettività. Voi maneggiate una materia esplosiva, con problematiche spesso inestricabili. La famiglia è lo specchio della società e oggi questo pilastro avverte crepe. Quando registriamo l’abbassamento dell’età di ciò che accade nelle piazze, con dodicenni e tredicenni protagonisti, il vostro ruolo cambia pelle. Servizio, etica e responsabilità devono essere i pilastri della vostra azione quotidiana”. Il Presidente Nazionale AMI, l’avvocato Gian Ettore Gassani, chiarisce il suo punto di vista: “Ringrazio Valentina De Giovanni che ha organizzato un congresso straordinario. Abbiamo fatto una scommessa: portare il congresso fuori da Roma, a Napoli. E Napoli ha risposto alla grande. Oggi parliamo di famiglie più che di famiglia, di relazioni familiari con tutte le questioni aperte sul piano culturale e giuridico. L’AMI è una cucina di idee e la presenza massiccia dei magistrati è un segnale importante di confronto. Siamo cugini di studi, la toga è una. Da anni come associazione ci stiamo battendo per i diritti civili. La nostra scuola non parlava soltanto di assegni di mantenimento e case coniugali da assegnare, parlava soprattutto di questi temi”. Ma non è tutto. è ancora il leader nazionale Ami ad aggiungere: “Non dimenticate che noi siamo stati i primi a scendere in piazza per le unioni civili, e ne abbiamo passate di tutti i colori. Poi ci siamo permessi di andare anche alla Corte Costituzionale per discutere del fine vita, con tutte le conseguenze del caso, perché la nostra associazione ha avuto sempre il coraggio di sostenere cose che potevano essere molto pericolose, soprattutto a Roma. Abbiamo portato ai nostri congressi Mina Welby e Marco Cappato. Per tre volte abbiamo fatto congressi nazionali per parlare del fine vita e dello sconcio del turismo procreativo a Barcellona e del turismo della morte in Svizzera. Noi italiani, che siamo stati la culla del diritto, abbiamo avuto bisogno di espatriare per tutelare i nostri diritti. Purtroppo in Europa siamo il fanalino di coda. Pensate che abbiamo introdotto il divorzio con 150 anni di ritardo rispetto alla Francia e siamo stati gli ultimi ad aver istituito l’affidamento condiviso con la legge 54 del 2006, ad aver riconosciuto le unioni civili dove siamo stati preceduti addirittura dalla Grecia. Il nostro è un Paese difficilissimo ma noi dell’AMI siamo l’associazione dei diritti delle persone, non soltanto del diritto di famiglia”. SCUOLA BIENNALE DI ALTA FORMAZIONE DEL DIRITTO DELLE RELAZIONI FAMILIARI TARGATA AMI Nel corso del Congresso è stata presentata la Scuola Biennale di Alta Formazione in Diritto delle Relazioni Familiari, conforme al D.M. 163/2020 e alla normativa sulla specializzazione forense, in convenzione con il Consiglio Nazionale Forense e con le Università di Bologna, Palermo e Suor Orsola Benincasa di Napoli. Un percorso di 275 ore, di cui almeno 200 frontali, con cliniche legali, simulazioni operative e moduli interdisciplinari di psicologia, mediazione e finanza della famiglia. Sedi a Roma, Bologna, Palermo e Napoli collegate in videoconferenza. Bando aperto, iscrizioni entro il 15 gennaio 2027. Tocca al direttore della Scuola, avvocato Gianni Baldini: “La scommessa di AMI si concentra su due assi portanti: l’architettura della struttura didattica e il positioning strategico. Costruire un percorso di due anni secondo il D.M. 163/2020 richiede rigore metodologico che superi la mera teoria, integrando cliniche legali, simulazioni operative e moduli interdisciplinari. Dobbiamo comunicare al mercato che questa Scuola non rilascia semplici crediti, ma seleziona e forgia l’élite dei gestori della crisi familiare. Creare una Scuola biennale non significa erogare semplice formazione o collezionare crediti formativi: è un vero e proprio cambio di paradigma culturale e professionale. Superiamo definitivamente la logica dei corsi frammentati e dell’aggiornamento mordi e fuggi per guidare il professionista dalla figura del litigante tradizionale a quella di un gestore della crisi. Non stiamo costruendo una semplice classe, ma una vera community destinata a diventare laboratorio d’idee e punto di riferimento per le prassi giurisprudenziali. Oggi il cittadino che affronta una fase di profonda vulnerabilità non cerca un avvocato generico, ma uno specialista autorevole e preparato”. Il programma, moderato da Valentina de Giovanni, Micaela Bruno, Anna Galioto, Maria Furfaro e Anna Bellantoni, si è concluso con il Family Talk con Gian Ettore Gassani, Maurizio de Giovanni, Francesco Genovese, Annamaria Colao, Gemma Tuccillo e Raffaele Sibilio. Presenti le associazioni AIAF, ONDIF, CAMMINO e UNCM e i Presidenti degli Ordini dei Giornalisti, degli Psicologi e degli Assistenti Sociali della Campania
Notizie dai distretti dell'AMI
Rinasce la sezione dell’AMI di Milano. L’Avv. Maria Furfaro è il nuovo Presidente
In data odierna è stata ricostituita la sezione distrettuale dell’AMI di Milano. Il nuovo direttivo ha nominato l’Avv. Maria Furfaro quale Presidente. Le altre cariche sono state assegnate agli avvocati Maria Teresa Zampogna (Segretario), Angelo Laratta (Tesoriere), Concetta Sannino (Responsabile pari opportunità) e Ernesto Savio Sarno (Consigliere). L’AMI tutta augura un benvenuto al nuovo Direttivo.
A.M.I. CATANZARO – COSENZA: LE NOMINE DEL NUOVO DIRETTIVO
Si sono conclusi i lavori dell’A.M.I. (Associazione Matrimonialisti Italiani) del distretto Catanzaro-Cosenza, per la nomina del nuovo direttivo, che quest’anno si compone di cinque avvocati di prestigio, tutti con un enorme bagaglio culturale e professionale. L’Avv. Margherita Corriere è stata riconfermata Presidente distrettuale, mentre l’Avv. Marianna Famà – Segretario del Direttivo e l’Avv. Carla Stancati -Tesoriere, nella nuova struttura sono stati nominati anche l‘Avv. Nicola Scavelli e l’Avv, Mafalda Manuela Carino. Il Presidente Margherita Corriere, nell’illustrare le linee programmatiche per il 2022, ha dichiarato: “È fondamentale la creazione di un lavoro di equipe per un “linguaggio comune” tra le varie esperienze professionali.. Da sempre ci occupiamo con professionalità delle persone, dei minori e dei loro diritti fondamentali, cercando di dare un valido contributo alla formazione di quanti intendono tutelarli e, soprattutto, dei praticanti avvocati e dei giovani avvocati”. L’operato dell’A.M.I. da anni è rivolto in particolare sulle problematiche della maternità e della paternità, dei diritti delle persone minorenni, della procreazione assistita, dei matrimoni misti, dell’istruzione scolastica, dei diritti delle persone diversamente abili, delle adozioni e delle problematiche relative alla terza età, anche il prossimo anno proseguirà il lungo cammino con delle campagne mirate contro il bullismo e la violenza di genere, collaborando con le scuole con dei corsi di sensibilizzazione ad hoc per gli studenti. Gli auguri di buon lavoro, sono stati formulati al nuovo direttivo, dal Presidente Nazionale A.M.I. Gian Ettore Gassani e dai vertici nazionali dell’associazione forense, impegnata da 14 anni nel sociale e nella formazione degli operatori del settore giustizia suoi iscritti. Redazione Avv. Margherita Corriere Avv. Marianna Famà Avv. Carla Stancati Avv. Nicola Scavelli Mafalda Manuela Carino
A.M.I. NAPOLI: “MADRE” – EVENTO A FAVORE DELLA FONDAZIONE SANTOBONO PAUSILIPON
L’A.M.I. Napoli in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Lions Club Virgiliano Distretto 108, il prossimo 15 dicembre alle ore 17.30 ha organizzato un evento “Madre”, presso la Basilica dello Spirito Santo di Napoli, in via Toledo 402. La manifestazione è a favore della “Fondazione Santobono Pausilipon” che è impegnata per il miglioramento della vita in ospedale per i piccoli pazienti ed i loro familiari con particolare riferimento alle problematiche sanitarie e a quelle relative ad aspetti sociosanitari e psico-pedagogici. I saluti sono affidati al Presidente A.M.I. Gian Ettore Gassani, al Presidente COA Napoli Antonio Tafuri, dal Direttore Fondazione Santobono Pausilipon, Flavia Matrisciano e dal Consigliere del Comune di Napoli Maria Grazia Vitelli, l’evento è introdotto dal Presidente A.M.I. Napoli Valentina De Giovanni e da Giovanni De Vivo – Presidente Lions Club Napoli Virgiliano. Per partecipare all’evento, che darà diritto a tre crediti formativi, di cui uno in deontologia, per gli avvocati per info; Valentina De Giovanni, al numero tel. 3471264252, oppure Giovanni De Vivo al numero 3391800800 la locandina dell’evento:
Iscriviti all’AMI
L’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani è l’associazione italiana per la formazione professionale multidisciplinare, sia di base che di aggiornamento professionale più attiva in Italia. Vanta di numerosi soci sostenitori come psicologi, medici psichiatri, mediatori familiari, sociologi, pedagogisti, assistenti sociali e insegnanti.
Far parte dell’AMI significa contribuire attivamente a questo grande progetto sempre più in crescita ed importanza nazionale.












