GIUSTIZIA: OUA, NO AL NUOVO DISEGNO DI LEGGE SULL’AFFIDO FAMILIARE

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(AGENPARL) – Roma, 05 mag – Per Maurizio de Tilla, presidente Oua «la legge in vigore (54/2006), pur migliorabile, ha avuto risultati soddisfacenti e dopo 5 anni di applicazione non si può che confermare la validità e l’adeguatezza della normativa vigente, a partire dall’affermazione del principio della bigenitorialità. Un’impostazione che vede i genitori, dopo la separazione, impegnati ad affrontare assieme le eventuali problematiche di tale processo per il figlio. I dati riportati nel documento sono chiari: secondo l’Itat l’affidamento condiviso nell’anno 2008 è stato applicato nella percentuale dell’83% nelle separazioni consensuali e in quelle giudiziali nella misura del 52,1%. Ora il ddl all’esame del Senato rischia di far fare un pericoloso passo indietro, le proposte contenute nel DDL 957, metteno in secondo piano l’interesse superiore del minore e l’obiettivo della collaborazione dei genitori prevista dall’attuale legge. In questa sede voglio citare solo alcuni nodi: non si possono stabilire criteri rigidi come la ripartizione dell’affido tra i due genitori in due domicili con tempi paritetici. Oltretutto non si fa alcune distinzione tra fasce d’età diverse, come se fosse una ricetta buona per ogni situazione, con possibili gravi conseguenze in termini psicologici. Invece di stimolare così la collaborazione tra i genitori si rischia di costruire spazi separati e i minori si troveranno scaraventati come pacchi tra realtà in conflitto tra loro. Così invece di risolvere la conflittualità genitoriale, si richia di aumentarla in maniera esponenziale» « È un ddl sbagliato – conclude de Tilla – che necessita di immediate e forti modifiche, questa è d’altronde l’opinione di quanti sul campo seguono questa delicata materia, come dimostra il documento firmato dalle associazioni maggiormente rappresentative del settore e dalla Commissione Famiglia dell’OUA. Sono in gioco i diritti dei minori in situazioni spesso traumatiche come una rottura familiare. Per queste ragioni chiediamo alla Commissione Giustizia di convocarci urgentemente per discutere di tutti questi problemi».

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