NON PIU’ DICO, MA CUS

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ROMA – Non più dico ma “Cus”, contratti di unione solidale. Il presidente della commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi ha presentato il testo base sulle unioni civili al comitato ristretto della commissione. Sarà questo il testo sul quale la commissione discuterà a partire dalle prossime settimane.


La novità principale del testo presentato da Salvi è che i contratti di unione solidale (possibili per persone anche dello stesso sesso) dovranno essere stipulati attraverso una dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o a un notaio, che dovrà però trasmettere le carte al giudice di pace competente per territorio. Sarà cura del giudice di pace trascrivere i “Cus” in un apposito registro. I contratti di unione non potranno essere stipulati dai minorenni, dalle persone interdette per infermità di mente, da chi è già sposato. Divieto di stipulare i contratti di unione anche per chi è stato condannato per omicidio o tentato omicidio del coniuge o del convivente dell’altra persona. Non potranno stipulare i contratti nemmeno le persone che abbiano vincoli di parentela.


 I “Cus” daranno diritto a una serie di benefici normalmente riservati ai coniugi: l’assistenza sanitaria e penitenziaria, le facilitazioni nei trasferimenti di sede di lavoro, la decisione sulla donazione degli organi e sulle celebrazioni funerarie del convivente. Previsto anche il diritto di successione nel contratto di locazione nel caso di morte del convivente. Per quanto riguarda l’eredità, si ha diritto a un quarto del totale se il convivente ha figli o fratelli e sorelle; la metà se ci sono parenti fino al sesto grado e tutta la somma negli altri casi. Il contratto può essere sciolto per comune accordo delle parti, per decisione unilaterale di uno dei due contraenti, per matrimonio di uno dei due contraenti.


FONTE ANSA

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